Milano (askanews) - Il design d'arredo e quello dei gioielli, per dare forma a oggetti che vorrebbero colmare lo spazio tra architettura, scultura e decorazione, sia essa del corpo o degli spazi. E' questo il progetto lanciato nel 2015 da Gala Rotelli, giovane architetto milanese, con la linea che porta il suo nome e che propone oggetti in vetro, marmo e monili.

"Sono tutti oggetti - ci ha detto Gala Rotelli - che fanno parte di un unico progetto, anche se sono sia cose in vetro, sia in argento, bronzo e materiali differenti, ma fanno parte tutti di un unico modo di sentire. Io cerco di trasformare quello che vedo e provo e di rielaborarlo in una forma, anche se poi hanno funzioni differenti fanno parte di un unico filo conduttore".

A colpire in particolare, per la loro natura precaria e fragile, le 15 bottiglie che hanno alla sommità dei veri e propri oggetti sospesi. "C'è il pesce che si tuffa, quindi si sta tuffando in un vortice nel mare - ha aggiunto la designer - o c'è il palloncino che prende il volo e arriva nel cielo. La cosa che a me piaceva cercare di trasmettere era quel momento esatto in cui tu sei in una fase di cambiamento e prendi consapevolezza che stai cambiando, in un certo senso".

Un cambiamento che viene fissato con quella inevitabile impermanenza della bellezza che è la cifra stessa dell'arte che Gala ha respirato in famiglia fin da bambina - suo padre è l'artista Marco Nereo Rotelli - a cui però ora lei sta cercando di dare una risposta autonoma e personale. Che guarda anche alla tradizione del saper fare italiano.