Reading (askanews) - Tra queste mura fu imprigionato lo scrittore Oscar Wilde , processato e condannato a due anni di carcere e lavori forzati, tra il 1895 e il 1897, per la sua omosessualità.

A distanza di 120 anni, la prigione di Reading Goal torna ad ospitare il genio del celebre autore inglese, attraverso le sue opere, parte centrale di una mostra dedicata all'agghiacciante tema dell'isolamento.

"L'iniziativa riguarda anche il rapporto tra il mondo interiore e quello esterno - spiega James Lingwood, condirettore di Artangel che organizza la mostra - un tema trattato anche dallo stesso Oscar Wilde in una delle sue opere più celebri, il 'De Profundis' che ha scritto proprio qui, nella sua cella, nel 1897".

Reading Goal, resa per la prima volta accessibile al pubblico, è chiusa da tre anni ma orrore e dolore trasudano ancora dalle sue mura, fredde e umide come nel 1844, anno della sua inaugurazione.

Tra esse Oscar Wilde viveva in isolamento per 23 ore su 24, languendo in una cella senza poter parlare con anima viva.

"Anche alcuni scrittori contemporanei come Ai Wei Wei o Danny Morrison hanno vissuto periodi di detenzione dura in maniera non molto diversa da quello che ha dovuto sopportare Oscar Wilde - ha continuato Lingwood - era totalmente isolato per paura che potesse influenzare il pensiero degli altri detenuti".

Wilde morì a Parigi 3 anni dopo essere uscito dal carcere, probabilmente anche perché fortemente provato dai 2 anni di dura prigionia che, tuttavia, contribuirono a fargli dare alla luce uno dei più grandi testi sulla vita carceraria mai scritti nella storia della letteratura britannica.

(Immagini Afp)