Roma, (askanews) - Gag surreali e inseguimenti serrati che scaturiscono da un grosso equivoco: uno scambio di persone tra Leonardo DiCaprio e Peppino Di Capri, che nel film interpreta un boss della malavita. Succede nel nuovo film di Filmauro "Natale col boss": i protagonisti Lillo, Greg, Paolo Ruffini e Francesco Mandelli, stanno ultimando le riprese in una villa "da boss" a Grottaferrata, vicino Roma, e, da lì, danno alcune anticipazioni sul film di Natale diretto da Volfango De Biasi:"Praticamente noi siamo due chirurghi plastici che vengono rapiti perché un boss vuole cambiare faccia perché la polizia l'ha scoperto. Lui voleva diventare molto somigliante a DiCaprio e noi capiamo Di Capri... Ovviamente da quel momento il boss, furioso, ci insegue... Si comincia ad appassionare al fatto di essere un cantante famoso, amato dalle gente che lo acclama...".Lillo e Greg, inseguiti nel film anche dai poliziotti Ruffini e Mandelli, sono al loro quarto film di Natale con De Laurentiis, questa volta hanno partecipato a soggetto e sceneggiatura, creando un film di genere, uno spy-movie comico."E' un film di genere comico che un pochino ricorda quei film che sia io che Claudio amiamo particolarmente che sono quei film un po' parodistici di genere di tanti anni fa, come quelli che interpretavano Vianello e Tognazzi quando facevano le parodie degli spy movie".Lillo e Greg hanno dato un'impronta diversa al film di Natale classico, portando quell'aspetto surreale che caratterizza la loro comicità a teatro e in radio. "Stiamo semplicemente percorrendo una comicità che tralasciano quasi tutti in Italia, perché si tende di più ad andare sull'attualità, invece noi siamo molto più eterei nella nostra comicità... Il surreale è qualcosa che non è irreale, che può accadere ma che è molto difficile che accada, però se accade crea dei meccanismi comici esilaranti. Per esempio a noi fa ridere proprio di getto il surreale, non la vediamo come una comicità diffcile, io non mi sento un intellettuale perché amo Mel Brooks, lui è uno che fa comicità che qui in Italia non farebbero, non fanno".