Roma, (askanews) - Esce "Mutti: Angela Merkel spiegata agli italiani" (Laterza), libro del politologo e giornalista tedesco Michael Braun, che da anni racconta la politica italiana ai tedeschi, mentre questa volta ha voluto raccontare agli italiani la scalata e le straordinarie doti politiche di quella donna che governa la Germania e, piaccia o no, comanda silenziosamente l'Europa."Mutti vuol dire 'mamma', 'mammina': era un termine coniato per lei prima dai rivali nel partito, un po' in modo spregiativo, che volevano dire 'sta mammina che governa, mentre noi uomini alpha dovremmo ricoprire questo ruolo', è diventato invece un marchio positivo perché larga parte dell'elettorato vede in lei oggi la 'mamma della nazione'".Nel libro del corrispondente della Taz (die Tageszeitung, ndr) in Italia tanti aneddoti per conoscere meglio la cancelliera, come questo: "E' una donna un po' fuori dagli schemi cristiano-democratici: infatti anche sulla sua scrivania non ci sono le foto dei familiari, ma la foto di Caterina la Grande, della zarina della Russia. Lei stessa non si trova tanto nel termine 'mammina', ma non lo direbbe mai".Merkel in patria, dove gode di forti consensi ed è sempre attenta a conciliare le parti, va distinta dalla Merkel che si muove negli altri paesi, soprattutto in quelli in difficoltà economiche: "Mentre all'estero sa essere molto più ferma, molto più dura anche talvolta, nell'affermare quello che pensa siano gli interessi tedeschi, ma anche l'orientamento che secondo lei l'Europa deve prendere. Per ricordare un esempio: la crisi greca, lì è stata inamovibile".La leader tedesca è capace di decisioni ben calibrate, ma anche di svolte improvvise, come l'uscita della Germania dal nucleare dopo la catastrofe di Fukushima o l'apertura dei confini per accogliere i profughi: "Ha fatto una decisione dirompente però si trova anche lei un po' spiazzata dal fatto che finora il responso europeo è abbastanza fiacco. L'hanno lasciata un po' sola e a differenza della crisi dell'euro qui non ha quella leva con cui fare immediatamente pressione sugli altri. Nella crisi dell'euro ce l'aveva, era il fatto che la Germania era il paese creditore più forte in Europa. Nella crisi dei rifugiati ancora non si è capito bene come lei voglia arrivare a questa soluzione europea condivisa e su queste due questioni sicuramente si deciderà il ruolo anche della Merkel nei libri di storia".