Venezia (TMNews) - Applausi e consensi ha raccolto "Anime nere", il primo film italiano in concorso alla Mostra di Venezia, che arriverà nei cinema dal 18 settembre. Francesco Munzi racconta la storia di una famiglia criminale calabrese, dalle vette dell'Aspromonte ai grattacieli di Milano, tra mondo arcaico e nuova criminalità."L'idea era quella di fare un viaggio all'interno di una famiglia criminale, di vedere una famiglia di questo tipo che si trova di fronte a un fatto estremo come quello che è una faida, una faida seppellita da tanto tempo, che ad un certo punto riesplode". "L'interessante dei miei personaggi, a mio avviso, è questo essere un po' bipolari: da una parte hanno una gamba nell'arcaico, nell'Aspromonte, immobile, l'altra nella Milano moderna, della finanza, dell'imprenditoria. La cosa che mi interessava dei miei personaggi è che sfuggivano allo stereotipo".La storia dei tre fratelli di Africo, protagonisti del film, è servita anche al regista a raccontare l'Italia di oggi."La particolarità della Calabria, dell'Aspromonte, di questa zona qui, è che pur essendo uno dei luoghi più selvaggi e più nascosti d'Italia, ha in comune delle cose enormi della storia nazionale, dall'eversione nera, la stagione dei sequestri, adesso il traffico di droga, gli appalti di Milano, l'imprenditoria, quindi si vede come l'Italia ha tanti strati""Il nostro Paese ha tante disarmonie, che vanno raccontate".