Roma, (askanews) - Gabriele Muccino è "caduto" su Pier Paolo Pasolini. Il web non ha gradito il commento condiviso dal regista sul suo profilo Facebook dopo il 2 novembre, 40esimo anniversario dall'uccisione del poeta, scrittore e regista a Ostia, giorno in cui in tanti lo hanno voluto ricordare. Muccino aveva scritto:"So che quello che sto per dire suonerà impopolare e forse, chissà, sacrilego? Ma per quanto io ami Pasolini pensatore, giornalista e scrittore, ho sempre pensato che Pasolini regista fosse fuori posto, anzi semplicemente un 'non' regista che usava la macchina da presa in modo amatoriale, senza stile, senza un punto di vista meramente cinematografico sulle cose che raccontava in anni in cui il cinema italiano era cosa altissima..."Un "regista amatoriale", quindi, per Muccino, che "aprì le porte all'illusione che il regista fosse un ruolo accessibile a chiunque", e per chiudere il post aggiungeva: "Il cinema però è un'altra cosa". Un commento non tollerabile per tanti, troppi, che hanno riempito la sua pagina di insulti e critiche, tanto da spingere Muccino a rimuovere il post.Per sfogarsi il regista de "La ricerca della felicità" poco dopo scriveva: "Dopo gli insulti ricevuti, mi rifaccio gli occhi, scusate, con permesso, come direbbe Cabiria", condividendo il trailer del film di Federico Fellini. Ma questo post ora è visibile solo su Twitter, così come il successivo, di sfogo: "Tutti in fila....uno due, uno due.... e chi non la pensa come voi, olio di ricino. Ma per favore, popolo di ...". Su Facebook però non c'è più traccia di nulla, Muccino ha chiuso il suo profilo.