Reggio Calabria (askanews) - La cultura più forte della malavita. Il rinnovato Palazzo della Cultura di Reggio Calabria ha finalmente aperto le sue porte ai cittadini dando un pesante smacco alla mafia. L'edificio, ex brefotrofio negli anni Venti, è stato completamente ristrutturato e ospita una collezione di prestigiose opere d'arte, che vanno dal Settecento al Novecento, confiscate dallo Stato alla mafia."E' una vittoria di Reggio Calabria, una vittoria dello Stato" ha detto l'assessore Lamberti-Castronuovo, ringraziando chi ha creduto in questo progetto."La storia comincia 4 anni fa quando queste tele, sono state trovate dalla guardia di Finanza nell'abitazione di un soggetto sottoposto ad indagine per delle slot machine truccate. Lui guadagnava disonestamente milioni di euro e aveva un patrimonio valutato 320 milioni". Oltre alle 125 tele confiscate al re dei videopoker Gioacchino Campolo, che sono di artisti che vanno da De Chirico a Modigliani, in mostra ci sono anche altre collezioni di proprietà del comune con lavori di artisti locali contemporanei.