Roma, (askanews) - Erwin Olaf, uno degli artisti più affascinanti e interessanti del panorama fotografico internazionale è protagonista di una mostra-evento al museo Pushkin di Mosca. Una prima esibizione importante del fotografo olandese, soprattutto dopo un periodo non facile dei rapporti tra Olanda e Russia, per la crisi ucraina e l'aereo abbattuto nel Donbass a luglio 2014, e che ha visto anche la partecipazione dell'ambasciatore olandese a Mosca.Olaf rappresenta nelle sue opere la bellezza, l'outsider, la disperazione, il perdono, il sesso, la morte e il tutto. I suoi riferimenti culturali sono incredibilmente numerosi: da Caravaggio a Vermeer, da Norman Rockwell a Andy Warhol e Jeff Koons; ma anche il mondo della moda e del fashion. E si sentono richiami anche a Mimmo Paladino.Marina Loshak, direttrice del museo Pushkin racconta come mai proprio Olaf e proprio adesso: "Questa mostra si inserisce in una nuova politica e strategia del Museo Pushkin - ha spiegato - vogliamo oggi che il nostro museo, che in genere rappresenta l'arte classica e uno spazio assolutamente tradizionale, inizi ad ospitare anche artisti contemporanei. Per fare in modo che anche i nostri visitatori possano vedere cose differenti. Olaf ha una serie di qualità interiori che rientrano in quello che noi cerchiamo: ha un suo mondo interiore libero e fa cose che gli sembrano giuste, senza scadere nel triviale. E ha un suo punto di vista sulla storia dell'arte: anche per questo si inserisce in maniera assolutamente organica nel nostro spazio".