Mosca (askanews) - Vestiti, tazzine da te e pen-drive Usb. Difficile non trovare quanto si sta cercando nei chioschi dei sottopassaggi di Mosca."Ogni tanto compro qualcosa. Alcuni prodotti sono meno cari rispetto ai centri commerciali" spiega una passante.Negli anni '90, a seguito della liberalizzazione dell'economia bolscevica d'antan, 22mila chioschi spuntarono come funghi nella tentacolare rete di sottopassaggi di Mosca. In quei giorni pionieristici e senza regole chiunque poteva decidere di aprire un chiosco. Ma oggi le autorità municipali hanno deciso di regolare il mercato, sostituendo i vecchi chioschi con 459 unità dotate di ampie vetrine, acqua corrente, elettricità e servizi sanitari. Naturalmente gli affitti sono cresciuti conseguentemente. E molti esercenti hanno dovuto chiudere bottega, letteralmente. Una situazione che ha creato non pochi problemi."Persone che hanno lavorato per molti anni in questi chioschi, non sono in grado di riciclarsi altrove o di trovare un altro lavoro", spiega Olga Kosets, consigliere municipale di Mosca. "Che cosa potranno fare? Ci sono persone che hanno lavorato qui per vent'anni e adesso hanno 45 o 50 anni. Come se la caveranno? Dove troveranno un altro lavoro?".Un numero sempre più grande di chioschi delle più costose location del centro città oggi rimangono vuoti. Minore concorrenza e affitti più alti sono una ricetta ineluttabile per la crescita dei prezzi. E con l'inflazione che cresce al 15%, anche i cittadini di Mosca si accorgono che sono i negozianti ad avere perso la partita.(Immagini Afp)