Roma (TMNews) - Monica Guerritore indossa gli scomodi panni di Oriana Fallaci in "Mi chiedete di parlare", al Teatro Eliseo di Roma fino al 26 maggio, con la casa di New York che fa da sfondo alla rabbia e al dolore degli ultimi anni della grande giornalista e scrittrice fiorentina: "Lo spettacolo è un'esperienza, non è un vero e proprio spettacolo, è qualcosa di molto breve, ma molto commovente, che muove molto il pubblico, perchè non ha una forma spettacolo, è una donna, che noi sappiamo che è morta, che torna e dialoga realmente con il pubblico, torna dall'aldilà, è come un fantasma". L'attrice romana, che ha scritto e diretto il monologo che ha debuttato a Spoleto due anni fa e che sbarca finalmente nella Capitale, ha tentato di capire la follia e l'odio che muovevano il pensiero di Oriana prima della sua morte: "Oriana si è nascosta al mondo, è rimasta indietro, nel momento in cui cambiava. L'età la malattia ha fatto sì che la portasse a rinchiudersi e a fare un passo indietro per tenere alimentato il suo mito, anche con la scrittura". Non c è una Fallaci prima o dopo 11 settembre. Chi va a teatro ha nostalgia della grande reporter di guerra o della coraggiosa intellettuale. Un messaggio è diretto soprattutto ai giovani: "La necessità di questo spettacolo insegnare che le donne creano, hanno opere dell'intelletto, non sono corpo".