Ulan Bator, Mongolia(askanews) - L'ira degli sciamani della Mongolia contro un progetto minerario canadese che minaccia il patrimonio nazionale. Nel sottosuolo delle immense e disabitate steppe mongole si celano ingenti giacimenti di carbone, rame, oro, ferro e altri minerali per un valore di diversi miliardi di dollari, una ricchezza che potrebbe trasformare, in meglio o in peggio, la vita dei tre milioni di abitanti. Cantando preghiere a Tenger, il Cielo onnipotente, gli sciamani si oppongono però a questo sfruttamento straniero che mette in pericolo l'eredità mongola, la sua terra, le sue acque, le sue montagne.(Immagini Afp)