Kamakura (askanews) - Opera e moda: sono i costumi pensati da casa Missoni a colorare la scena di JapanOrfeo, il progetto visionario del direttore Aaron Carpené e del regista Stefano Vizioli che unisce la musica barocca dell'Orfeo di Claudio Monteverdi e la tradizione classica giapponese in una coproduzione inedita. Per Luca Missoni, fra le quinte del tempio di Kamakura dove è in scena lo spettacolo, questi costumi sono nati da un entusiasmo condiviso.

"Innanzitutto sui racconti di Stefano Vizioli che ha cominciato a parlare di quest'opera coinvolgendoti proprio nel fatto emozionale. Mi raccontava di Musica, che comunque ha colore, e allora abbiamo preso un abito, questo qui, che aveva appena sfilato. Il tessuto ha questo aspetto semitrasparente che crea un effetto simile alle corde dell'arpa, come le corde di uno strumento musicale. Con le luci in scena sono spettacolari, hanno la drammaticità necessaria per il ruolo che devono rappresentare".

A Kamakura è arrivata anche Rosita Missoni per lo spettacolo. "Noi abbiamo la fabbrica e da noi le cose si vedono nascere" dice. "E' bello che quello che è nato per essere moda possa avere una trasposizione in teatro. Essere qui come spettatrice mi ha dato molte emozioni, non era previsto..."

I costumi di Missoni in scena si fondono con quelli del teatro della tradizione giapponese, così come la musica di Monteverdi si unisce agli strumenti della musica di corte nipponica. Un connubio riuscito per Missoni, che in Giappone lavora dagli anni Settanta. "Questa esperienza di fare un lavoro con il teatro è un'occasione incredibile di conoscere le realtà culturali profonde di questo paese che sono molto spettacolari".

E per questo progetto che ha appassionato la casa di moda, un auspicio:

"Vediamo come va avanti lo spettacolo; la nostra intenzione è cercare che questo spettacolo almeno venga visto anche in Europa, in Italia; sarebbe bellissimo" conclude Luca Missoni.