Milano (askanews) - C'è, come recita lo stesso titolo della mostra, una riflessione su "La forza della materia" che si declina in uno sguardo non banale sull'opera di Joan Mirò, uno dei mostri sacri dell'arte moderna cui il Mudec di Milano dedica un'esposizione con oltre 100 opere, in molti casi interessanti proprio perché riescono a fare luce su diversi momenti e su diverse tipologie del lavoro dell'artista catalano.A partire dal fascino assoluto delle prime opere esposte, nel loro richiamare, pur mantenendo l'evidenza di un percorso autonomo, la forza della lezione di un maestro come Paul Klee. In questi lavori degli anni Quaranta Mirò utilizza tecniche nate per la carta, come la china e l'acquerello, sul supporto della tela, creando un effetto di percezione sfumata. Effetto che poi si ribalta, e anche questo è uno dei pregi della mostra, quando lo spettatore si imbatte in molte opere a olio su carta: qui l'apparente distanza tra il supporto e la tecnica pittorica genera una sensazione di riequilibrio e di intensità che, come si diceva, rimettono al centro il senso della materia come elemento decisivo del lavoro.Accanto alle celebri figure scultoree e alle acqueforti che meglio corrispondono all'immaginario collettivo su Mirò, spiccano, in un allestimento che punta sull'illuminazione focalizzata sui singoli lavori, i momenti in cui l'artista ha scelto di puntare su altre vie, come nella sezione sull'antipittura, che apre la riflessione su Mirò a tematiche più strettamente contemporanee. Notevoli poi i lavori su tavola, come nel caso di "Personaggio, uccello" del 1976, opera che fa della sua dimensione apparentemente provvisoria un punto di indiscutibile forza.La mostra "Joan Mir - La forza della materia" è stata curata dalla Fundaci Joan Mirò di Barcellona, sotto la direzione di Rosa Maria Malet, in collaborazione per l'Italia con Francesco Poli ed è prodotta dal Comune di Milano con 24Ore Cultura. Nelle sale la presenza di materiali multimediali è un elemento centrale, come dimostrano le postazioni con occhiali per la realtà virtuale e i numerosi video che accompagnano, fino all'11 settembre 2016, l'esposizione del Mudec.