Roma, (askanews) - Mancava al cinema da "L'abbuffata" del 2007. Mimmo Calopresti torna con "Uno per tutti", dal 26 novembre nelle sale, un noir ambientato a Trieste in cui il passato torna a bussare alla porta dei protagonisti dopo molti anni. Il film è liberamente ispirato al romanzo omonimo di Gaetano Savatteri e parla di tre amici che si ritrovano quando il figlio di uno di loro riduce in fin di vita un ragazzo durante una rissa. E gli amici dell'infanzia, compreso il poliziotto interpretato da Giorgio Panariello, che si è ritrovato ad arrestarlo, saranno chiamati a fare i conti con quanto accaduto anni prima e con le loro responsabilità, messi davanti a una scelta, condizionati dal rispetto reciproco e dal legame forte che li univa.Il regista: "Mi piace sempre molto quest'idea di raccontare la memoria, quello che uno è stato e l'impossibilità a volte di sfuggire alla propria storia".A Calopresti piaceva raccontare il rapporto tra questi tre uomini e le loro famiglie. "Forse anche quest'idea che tutti vanno per la loro strada in questo mondo ma hanno bisogno del dramma per potersi ritrovare. Tutti pensano solo al futuro, io dico no, abbiamo un grande passato a cui riferirci piuttosto che un futuro sconosciuto".Rispetto al libro la storia si sposta da Milano a Trieste, città di confine, potente per il regista e con una storia importante. Con il mare, che dà l'idea di poter sfuggire alla realtà e alle proprie responsabilità. Ma alla fine, dai giovani interpreti del film arriva un messaggio di speranza."L'idea della responsabilità è importante nella vita, tutti cerchiamo di sfuggirci cercando mille scuse, a volte ci si riesce a volte no, quel ragazzo lì forse ha capito, spero, forse vivrà meglio e sarà capace di costruire una società più bella".