Milano (askanews) - I celebri manifesti Art Nouveau, ma anche mobili, piatti, sculture. E' un'immersione nel periodo storico a cavallo tra l'Otto e il Novecento quella cha viene proposta dalla mostra "Alfons Mucha e le atmosfere Art Nouveau" a Palazzo Reale a Milano. Un viaggio nella grafica dell'epoca e nel rapporto tra l'arte e la diffusione di massa delle sue immagini partendo dal lavoro dell'artista ceco. Alla presentazione dell'esposizione, che anticipa per Palazzo Reale un 2016 focalizzato principalmente sul periodo della Belle Époque, è intervenuto l'assessore alla Cultura di Milano Filippo Del Corno. "E' una mostra - ha spiegato - che si basa sul principio della relazione, del costituire, del capire come un artista abbia costruito il proprio immaginario attingendo anche a fonti di ispirazione che dal punto di vista dei linguaggi e delle discipline stavano accanto al suo operare e non costituivano qualcosa di sganciato da quello che era il sentimento del tempo".Nelle stanze di Palazzo Reale si alternano diverse sale tematiche tra le quali spicca quella dedicata al teatro con i lavori di Mucha dedicati all'attrice Sarah Bernhardt, vera icona del suo tempo. E accanto ai manifesti dell'artista ceco in mostra anche molti altri manufatti artistici di altri creativi, ispirati al movimento dell'Art Nouveau. "La connessione multidisciplinare che abbiamo voluto fare in questa mostra - ha aggiunto Del Corno - sviluppa il modo in cui la sensibilità artistica incarnata dal tratto grafico di Mucha si sia poi in realtà estesa ad altre pratiche e ad altri linguaggi dell'arte decorativa applicata. Questo credo sia un segno che lega profondamente la storia e l'esperienza di questo artista con la nostra città".Ancora una volta, quindi, nelle più importanti mostre realizzate a Milano è anche la stessa città a pensarsi attraverso il lavoro di artisti italiani e internazionali, confermando la sua vocazione di polo creativo globale. E non a caso la mostra di Mucha, che resterà aperta al pubblico fino al 20 marzo 2016, nasce dalla collaborazione con le città di Praga e di Genova, dove si sposterà una volta terminata l'esposizione milanese.