Milano (askanews) - Una vocazione creativa che si rinnova continuamente e una nuova opportunità, dopo i sei mesi di Expo, per dialogare con il mondo. La Milano che si appresta ad ospitare la XXI Triennale Internazionale è una città che cerca, al tempo stesso, di consolidare il proprio ruolo globale mentre riafferma le qualità specifiche, in questo caso la grande tradizione del design, che da sempre la contraddistinguono. In un moto che, come ha sottolineato l'assessore alla Cultura meneghino Filippo Del Corno, è anche valoriale."Io credo - ci ha detto Del Corno - che l'Europa è fatta di tante capitali, è fatta di tante città che riescono a incarnare in maniera molto profonda i valori fondanti dell'Unità europea, e queste città si chiamano Parigi, si chiamano Berlino, si chiamano Milano, si chiamano Barcellona. Queste città devono dimostrare sempre di più che il futuro dello sviluppo non soltanto culturale, ma anche sociale ed economico, risiede non tanto nello Stato nazione, o nell'importantissimo progetto dell'Unione europea, ma nelle città, le città cuore del futuro".Un futuro che non può prescindere da considerazioni anche economiche e dalla valutazione di un capitale culturale da fare fruttare al meglio. Claudio De Albertis, presidente della Triennale. "Questo - ci ha spiegato - è un capitale sostanziale e profondo di Milano e del Paese, la creatività progettuale, da sempre, è quella che ha saputo fare superare le grandi crisi che hanno attraversato il mondo nella sua storia, quindi io sono assolutamente convito che porre al centro la progettualità e il design voglia dire anche trovare soluzioni per superare questa crisi che ci ha attanagliato in questi ultimi otto anni".