Milano (askanews) - Oltre l'Expo e, si spera, oltre le polveri sottili. Milano, nell'anno dell'Esposizione universale, ha mantenuto le promesse a livello di offerta culturale e, per quanto riguarda l'arte, è tornata a essere quel grande centro internazionale che si auspicava da tempo. Senza rinunciare a pensare se stessa alla luce della propria storia, come ha confermato l'assessore alla cultura Filippo Del Corno. "Noi stiamo cercando - ci ha detto - di recuperare l'identità di Milano attraverso la consapevolezza di come questa città sia stata, in diverse epoche della sua storia, un terreno particolarmente fertile per il genio e il talento creativo".Tra le mostre di questo 2015 si può ricordare, partendo dalle origini della modernità, "Giotto, l'Italia" a Palazzo Reale, che ha portato a Milano metà della produzione su tavola del maestro fiorentino: un percorso alla ricerca della stessa identità del nostro Paese.Stessa location, ma contesto molto diverso: "La Grande Madre", progetto espositivo della Fondazione Trussardi che ha indagato il mistero del femminino nell'arte. Il curatore Massimiliano Gioni: "Ovviamente - ci ha spiegato - non esiste una storia ufficiale, non esiste una Storia con la esse maiuscola, ma esistono storie personali e nel momento in cui enunci la parzialità del tuo punto di vista, in un certo senso inizi a dire la verità. Anzi il pensiero femminista ci dice che non esiste un concetto di verità, ma esistono tanti spunti parziali".Spunti che sono potentemente riecheggiati anche negli spazi di HangarBicocca, dove è andata in scena una delle mostre più importanti dell'intero anno: "Double Bind & Around" dello scultore spagnolo Juan Munoz. Un'antologica che, oltre a ricostruire una seminale installazione concepita per la Tate Modern di Londra, ha dato una forma site specific all'arte narrativa e misteriosa di Munoz.Per quanto riguarda la Triennale, dopo la grande abbuffata Expo di Arts & Foods, la nuova stagione è ripartita all'insegna di un ripensamento critico del contemporaneo in Italia, con "Ennesima - Una mostra di sette mostre", curata da Vincenzo De Bellis. "Tutti - ci ha detto - dovremmo essere consapevoli del fatto che raccontare la storia dell'arte italiana con una mostra è impossibile ed è anche sbagliato. Chi pensa di poterlo fare è un mitomane. Spezzettando il problema in piccoli sotto temi probabilmente si è un po' più precisi rispetto a quello che si può essere tentando di essere onnicomprensivi".Proprio da qui, dal palazzo di Giovanni Muzio, partirà poi il grande evento culturale del 2016: la XXI Triennale internazionale dedicata al "Design after design". Occasione perfetta per confermare la statura di questa Milano.