Milano (TMNews) - Milano muove i primi passi per la realizzazione del progetto della Grande Brera, una delle più importanti sfide culturali della città lombarda. Uno di questi è l'intervento su Palazzo Citterio, che attende ormai da troppo tempo, come spiega il direttore regionale per i Beni culturali della Lombardia Caterina Bon Valsassina. "Palazzo Citterio - ci ha detto - è la prima tappa di un percorso che vuole avere una visione più ampia. Noi vediamo qui però un palazzo che è fermo al 1972, con dei punti di arresto, degli stalli, ma quella che è la sostanza è che per 40 anni non ci si è potuti entrare, Milano non lo ha potuto vedere".Così alla Triennale vanno ora in mostra i progetti realizzati per il rilancio della struttura, dove gli architetti partecipanti si sono confrontati con un edificio in qualche modo stratificato. "In un oggetto complesso come è un palazzo che ha un corpo di fabbrica settecentesco - ha aggiunto la direttrice - abbiamo assistito a troppe intenzioni che si sono modificate nel corso del tempo e che hanno prodotto un corpo architettonico che ha tre forme non compiute".Le novità dovrebbero riguardare soprattutto la Pinacoteca di Brera, uno dei gioielli culturali d'Italia e d'Europa, cui forse servirebbe un rilancio di prospettiva. "Quello che manca a Brera - ha concluso Bon Valsassina - che lo aspetta dagli Anni Settanta e questo certamente servirà al rilancio è uno spazio dedicato alle esposizioni temporanee, che adesso alla Pinacotece di Brera non c'è. Lo fanno lo stesso, ma lo fanno sempre ai danni di quella che è l'esposizione permanente".La mostra in Triennale resterà aperta fino al 16 febbraio, prima di trasferirsi al MAXXI di Roma.