Milano, (TMNews) - La cultura come motore della ripresa, si sente spesso ripetere questo messaggio che a Milano trova una realizzazione concreta, per esempio, nel rapporto tra una grande impresa come Pirelli e il suo spazio artistico, l'Hangar Bicocca. Antonio Calabrò, direttore Cultura dell'azienda, spiega quale dev'essere, secondo lui, l'attitudine di una multinazionale nel sistema dell'arte italiano: "Quella di essere non tanto mecenate - ci ha spiegato - che pure è condizione importante, quanto di essere capace di legare all'interno dei tuoi processi industriali tutti gli elementi dell'innovazione".Innovazione che a Milano affonda le proprie radici storiche. "Milano - ha aggiunto Calabrò - ha una straordinaria tradizione di innovazione e sperimentazione artistica nel corso dell'800 e del 900. Un'abitudine di questa città a essere contemporaneamente una città industriale, nella quale si producono le cose, e una città in cui si sperimentano novità e trasformazioni. E i due linguaggi dialogano in continuazione".Un dialogo che, anche in vista di Expo 2015, diventa sempre più centrale, non solo per il "piccolo mondo" della cultura, ma nell'interesse complessivo di un Paese che deve ripartire."Perché lavorare con gli artisti? - conclude Antonio Calabrò - perché sono le figure che interpretano con maggiore sensibilità i segni, anche deboli, delle trasformazioni e del cambiamento".