Roma, (askanews) - L'estremismo nel nostro mondo è una delusione profonda per chi ha lottato negli anni Settanta; lo dice Mike Leigh, il regista inglese a Roma per presentare il suo "Turner". Una riflessione sulla libertà d'espressione sulla scia degli attentati di Parigi."Non c'è dubbio che il criterio numero numero debba essere quello della liberà d'espressione, non solo per gli artisti o i giornalisti ma per tutti in ogni contesto."Se ci fosse vera tolleranza, vera comprensione, la capacità di capire il punto di vista di tutti, non ci sarebbero problemi a rappresentare il profeta perché gli islamici capirebbero la natura della rappresentazione, e che non è un attacco all'Islam"."Quel che so, e che è molto deludente per la gente della mia generazione, ricordarsi cosa speravamo negli anni Settanta, quando parlavamo di pace e aspiravamo a un mondo maturo e pacifico. Forse eravamo giovani e idealisti. Ma se ci avessero detto che quarant'anni dopo il mondo sarebbe stato nelle grinfie dell'estremismo religioso, di qualunque tipo, saremmo rimasti orripilati".