Roma, (askanews) - Per Loris De Filippi, presidente di Medici Senza Frontiere Italia, la tragedia nel canale di Sicilia ci insegna che affrontare i flussi migratori richiedere un intervento strutturale, non solo congiunturale, perché ci sono 51 milioni di persone in fuga nel mondo, di cui solo una piccola parte giunge sulle nostre coste; ma la priorità assoluta è salvare le vite umane di chi si mette in mare."La cosa che ci resta da fare è scendere in mare e portare soccorsi pattugliando la costa libica per impedire che queste persone perdano la vita, perché questo, temo, è solo il tragico inizio". Quindi si tratta di riattivare Mare Nostrum? "Sì, però chiedendo a tutti gli Stati membri dell'Europa di reiniziare l'attività. Noi lo dicevamo già a ottobre dell'anno scorso, chiedendo a Renzi un impegno concreto, sapendo che i problemi non sono coingiunturali ma strutturali, la fuga di quelle persone continuerà per i prossimi anni".Ma allora il blocco dei trafficanti è un vero problema o è un finto problema? "Sono affermazioni elettorali che lasciano il tempo che trovano" dichiara De Filippi. "Il problema è immenso, sono 51 milioni di persone in fuga nel mondo, molte delle quali vengono dall'Africa subsahariana e una parte dal Medio oriente che si affaccia fatalmente sulle nostre coste. Le persone che arrivano da noi, ricordo, sono pochissime, la maggior parte rimane nei paesi di conflitto o nei paesi limitrofi. Se noi li ostacoliamo in Grecia, in Turchia, in Bulgaria e creiamo un collo d'imbuto nel Mediterraneo, questo sarà il futuro che affronteremo e non basteranno blocchi navali o muri ad impedire a queste persone di partire. Bisogna intervenire strutturalmente in quei paesi dove ci sono le crisi ma in questo momento credo che la priorità assoluta è quella di salvare delle persone, degli esseri umani".