Roma, (askanews) - Fausto Mesolella, chitarrista degli Avion Travel, festeggia 50 anni di chitarra e ha appena pubblicato il suo primo disco da cantante, o meglio "dicitor cantante" come lui ama definirsi: "Canto Stefano", dove Stefano è lo scrittore Stefano Benni, che dopo avere condiviso il palco nello spettacolo "Ci manca Totò" ha regalato le sue rime al musicista e compositore casertano. "Gli rubavo poi letteralmente le poesie che lui portava da farmi leggere per avere uno scambio emotivo. Ad una ad una me le sono prese e poi ho chiesto a lui il permesso di musicarle, perché mi sembrava un'idea troppo affascinante mettere mano alla poesia in un momento di defaillance culturale rispetto alla musica, all'arte, a tutto".Per arrivare a comunicare ciò che forse la sua chitarra non riusciva più a dire, Mesolella ha scelto la parola come nel singolo che anticipa l'album "Quello che non voglio", che Benni aveva scritto per Fabrizio de André: "Nel ritornello lui dice: 'Io non voglio morire artista accucciato come un vecchio cane', oppure dice 'io non voglio morire attore dentro lo schermo di un paradiso crocifisso a un finto sorriso'. Basta leggere quel testo per capire che in questo momento l'arte si muove su direzioni leggermente anomale: bisogna riportarla al centro dell'attenzione".Nel disco 12 tracce, con parole a volte struggenti, a volte divertenti, che fanno riflettere e danno così voce alla chitarra di Mesolella, alla quale Benni ha dedicato la poesia, diventata ora canzone, "l'Insanguinata" e con cui l'artista fa tutt'uno da 50 anni. Ma il disco Mesolella lo dedica a: "Io questo disco lo dedico principalmente proprio all'arte, perché è un mio dono, è un mio dire grazie rispetto a quello che ho avuto da questa nobiltà".