Milano (TMNews) - L'architettura come veicolo di cambiamento. Di questo tratta la mostra in Triennale a Milano dedicata a Paulo Mendes da Rocha, brasiliano 86enne vincitore del Pritzker Prize nel 2006. Un maestro la cui opera viene presentata così dal curatore Daniele Pisani."Per Mendes da Rocha - ci ha spiegato - l'archiettura è quella che lui chiama costruzione della natura. Lui dice spesso che la natura non è un paesaggio, la natura è una serie di fenomeni e non è qualcosa che va lasciato intoccato, ma va appunto trasformato".Una trasformazione che arriva sotto forma di dialogo biunivoco tra l'architetto e lo stesso paesaggio. Un dialogo che cambia entrambi i soggetti in campo e che, per esempio, si manifesta nel progetto per la Praca do Patriarca di San Paolo."Non è - ha aggiunto Pisani - l'oggetto astratto posto in un luogo in maniera asettica, ma al contrario un oggetto che reagisce con il luogo, quindi viene trasformato e, dialetticamente, lo trasforma".In mostra progetti e modellini, alcuni dei quali appositamente realizzati per l'esposizione milanese, ma anche molte fotografie, video e disegni. Che concorrono, insieme alla sua storia di opposizione alla dittatura militare, a completare il ritratto, anche etico, di Mendes da Rocha."Non è disposto a fare di tutto o a piegarsi - ha concluso il curatore - è disposto ad ascoltare, a capire, a mettersi in discussione. Ma non a cedere per la parcella".La mostra "Paulo Mendes da Rocha - Tecnica e immaginazione" sarà aperta in Triennale fino al 31 agosto.