Milano (askanews) - Se per molti la scultura rappresenta possanza e monumentalità, guardare al lavoro di Medardo Rosso, artista che tra Otto e Novecento ha saputo anticipare molte delle tendenze che sarebbero venute dopo di lui, rappresenta un interessante ingresso in una prospettiva del tutto diversa. Milano, sua città d'adozione, lo celebra ora in una mostra alla Galleria d'Arte Moderna, all'interno del programma di Expo in Città: "Medardo Rosso - La luce e la materia", a cura di Paola Zatti. "La materia da un lato - ci ha spiegato la curatrice - è ciò su cui lui si tormenta una vita intera e di cui la mostra cerca di restituirne tutti i diversi aspetti e declinazioni, presentando opere in bronzo, cera e gesso. E la luce, perché è il punto cui lui voleva arrivare, lui disse: 'Non c'è nulla di materiale, noi stessi siamo solo scherzi di luce'. E' la sua frase più famosa".Nelle sale della Gam si possono ammirare alcune opere famosissime, come "Enfant malade" o la serie degli "Ecce puer", nelle quali si percepisce il metodo scultoreo di Rosso, che procedeva per sottrazione. E come dimostra un capolavoro del calibro di "Madame X", Medardo seppe fare vera avanguardia, cercando sempre di cogliere la meraviglia del singolo istante. "Medardo Rosso - ha aggiunto Paola Zatti - anticipa sicuramente molte ricerche, e lo avevano capito sicuramente i futuristi, per esempio, che lo difendono in Italia, come simbolo di una ricerca molto moderna".Forse meno nota, ma non meno importante, la produzione fotografica di Medardo Rosso, che in mostra viene documentata con molte stampe originali. E l'artista ancora oggi ha molto da raccontarci. "Come tutti gli artisti che si sono tormentati su aspetti grandi della creazione artistica - ha concluso la curatrice - c'è ancora molto da scoprire su di lui". La mostra, organizzata dalla Gam insieme al Museo Rosso di Barzio, resterà aperta al pubblico fino al 31 maggio, accompagnando così il primo mese dell'Esposizione universale milanese.