Milano (askanews) - La Medaglia d'Oro all'Architettura Italiana, riconoscimento assegnato ogni tre anni dalla Triennale di Milano per promuovere l'architettura contemporanea come costruttrice di qualità ambientale e civile, è stata assegnata all'autore di un restuaro, quello dell'ex caserma Santa Marta di Verona, diventata sede universitaria.Può sembrare una contraddizzione, ma come sottolinea il vincitore Massimo Carmassi, è un tema attualissimo che dovrebbe interessare anche i giovani architetti. "Gli edifici antichi hanno sempre bisogno di qualche addizione, qualche piccola trasformazione, ma devono essere interventi necessari, che non fanno perdere l'aura, la complessità e le stratificazioni dell'edificio antico. Anziché fantasticare su questi formalismi che ora sono diventati la moda per tutti, i giovani dovrebbero occuparsi di più di restauro, che potrebbe dare grandissime soddisfazioni e soprattutto dare lavoro".A confermare il rinnovato interesse per il riuso degli edifici è il presidente della Triennale, Claudio De Albertis: "L'architettura italiana è più che mai viva, fonda di nuovo le radici nella propria tradizione, ma è capace di porsi obiettivi consapevoli consapevoli come la sostenibilità, la ricerca e nuovi prodotti. Le committenze pubbliche e private sono più consapevoli di un tempo e sono consapevoli che il progetto è decisamente un valore aggiunto".Sono state inoltre assegnate quattro medaglie d'oro alla carriera a Mario Bellini, Franco Purini, Francesco Venezia e Luigi Caccia Dominioni. Un monumento vivente, quest'ultimo, dell'architettura milanese del Dopoguerra che ha appena compiuto 102 anni. Il premio speciale all'opera prima è andato invece allo studio B22, del 32enne Stefano Tropea, per il progetto di una delle torri del villaggio di Expo 2015.