Roma, (askanews) - Valerio Mastandrea lotta contro le grandi aziende, la new economy e i manager incompetenti. Nel suo piccolo è un sognatore rivoluzionario, un tagliatore di teste tutto particolare nel nuovo film di Gianni Zanasi, "La felicità è un sistema complesso", presentato al Torino Film Festival e al cinema dal 26 novembre.Il suo lavoro è avvicinare i dirigenti irresponsabili che rischiano di mandare in rovina le imprese che gestiscono e far perdere migliaia di posti di lavoro. Per riuscirci, li frequenta, ne diventa amico e alla fine li convince ad andarsene. Non sbaglia mai un colpo. Poi si trova di fronte a due fratelli di 18 e 13 anni, che rimangono orfani di un'importante coppia di imprenditori. Dovrebbe essere il caso più facile, ma non sarà proprio così. E a complicare le cose sarà anche l'arrivo inatteso della fidanzata straniera di suo fratello.L'attore parla del suo personaggio:"Lui è uno che vuole cambiare il mondo e lo fa con grande spinta politica e ideologica, poi in realtà scopriamo che è come se mentisse a se stesso, perché sa che il mondo non lo può cambiare. Quello a cui ambisce lui è davvero troppo, capisce allora che basta cambiare se stessi per andare avanti e farsi più forti".Mastandrea dopo l'esordio di successo di Zanasi con "Non pensarci" del 2008, torna a lavorare nel suo secondo film, ancora una volta insieme a Giuseppe Battiston. Sul regista dice:"E' uno che soffre la propria creatività così tanto che poi quando esplode qualcosa di meraviglioso e molto anomalo viene fuori, è speciale Gianni nei suoi film".