Roma, (askanews) - Presentato Fuori Concorso alla Mostra del cinema di Venezia "Non essere cattivo" di Claudio Caligari l'ultimo lavoro del regista di "Amore tossico", scomparso lo scorso 26 maggio a 67 anni. Il film, dall'8 settembre anche nelle sale, esiste soprattutto grazie a Valerio Mastandrea che lo ha finito, lo ha prodotto, lo ha seguito sul set già da quando il regista era malato, seguendo le sue indicazioni. Interpretato da Luca Marinelli e Alessandro Borghi è la storia di due ragazzi, Vittorio e Cesare, nella Ostia del '95. Due grandi amici poco più che ventenni che condividono una vita di eccessi: notti in discoteca, macchine potenti, alcool, spaccio e droghe. Tanto uniti ma tanto diversi, entrambi alla ricerca di una loro pericolosa affermazione personale.Racconta Mastandrea: "Claudio ha voluto rappresentare una storia piccola di un'amicizia immensa, sullo sfondo di un contesto sociale che lentamente li avvolge, li corrompe e li stritola".Per l'attore il film chiude simbolicamente una trilogia dopo "Amore tossico" e "L'odore della notte" in cui "esplorava sempre le stesse latitudini, parlava di esclusi", alla Pasolini. "Alla fine si può dire che intendesse la fine del candore e della purezza con cui i personaggi indagati da Pasolini in quella maniera, che è la stessa con cui Claudio indagava i suoi, dal basso quindi, perde questa purezza e prende delle decisioni della propria vita. Questo è un film che finisce con una grandissima domanda: chi ha vinto? Chi ha perso dei due? L'unica cosa importante è che nessuno ha pareggiato. Perché il pareggio non esiste".