Venezia (TMNews) - E' un Giacomo Leopardi ribelle, ironico, disperato e vitale quello che Mario Martone ha portato sullo shcermo ne "Il giovane favoloso", molto applaudito alla Mostra di Venezia, anche grazie ad una grande interpretazione di Elio Germano.Martone dice: "Ho sempre pensato che lui poteva farlo e doveva essere lui, perché è un ribelle Elio, e io volevo che questo Leopardi fosse un ribelle". Attingendo agli scritti del poeta e al suo epistolario Martone racconta la formazione e l'ambiente claustrofobico di Recanati da cui Leopardi riuscì a fuggire a 24 anni, mentre l'Europa cambiava, emergevano movimenti rivoluzionari e nuove idee. Martone ha rivelato a TMNews di aver affrontato questo racconto cinematografico "con una miscela di umiltà e ambizione, perché bisogna sapere di essere costantemente e inevitabilmente al di sotto della materia da affrontare, però anche con l'ambizione di provare a toccarla in alcuna sue parti e a trasmetterla a un pubblico".Quel poeta, malato ma indomito, nel film conosce la vita a Firenze, Roma, Napoli, insieme al suo amico Ranieri, e radicalizza il suo pensiero malinconico e senza speranza. Secondo Martone quel pensiero è attuale e universale: "Leopardi è al di fuori del suo tempo, al di fuori di ogni tempo, come ogni grande mente parla con il passato e parla con il futuro. E' attuale ad ogni tempo"."Noi veniamo dopo il crollo di tutte le illusioni del Novecento, che hanno prodotto tante macerie, e quindi possiamo capire molto bene perché lui ironizzasse sulle 'magnifiche sorti e progressive', forse era più difficile per le persone del suo tempo capire questo, ma Leopardi guardava molto avanti".