Milano, (askanews) - Un disco molto denso, pieno di testo e di contenuti. Marracash descrive così "Status", il nuovo album di inediti che esce a 4 anni di distanza dall'ultimo lavoro. Un periodo lungo, trascorso tra Londra, Milano e Los Angeles, con nuovi progetti, incontri, sperimentazioni musicali, un bagaglio di esperienze tale, ha detto il rapper, da "avere qualcosa da dire"."Con questo disco ho capito cosa volevo e chi volevo essere nella musica. Che l'hip hop abbia una vocazione pop è giusto e sacrosanto, dipende da come arrivi ad essere pop: non volevo sacrificare metrica e produzioni per arrivare a tutti, non volevo diventare Laura Pausini nè fare dei testi d'amore che non fossero sentiti. Tu puoi arrivare al pubblico dandogli quello che vuole o perchè sei molto bravo e la tua musica interessa alla gente".La musica rap, denuncia Marracash, negli ultimi 3 anni "si è inzuppata dei canoni stantii della musica pop italiana". Ma la differenza tra i generi e tra rapper e rapper c'è. "Io faccio musica da 10 anni, scrivo quello che scrivo, perchè devo essere messo in un calderone di gente che fa tutt'altra roba ma senza dare giudizi negativi, ognuno fa quello che vuole". "E' una cosa che mi sono chiesto anche io, che senso avesse fare hip hop oggi e il disco che la risposta: ha senso perchè deve secondo me educare i giovani ad essere ribelli, soprattutto nel 2015".Nell'album ci sono brani manifesto come "Crack", "Vendetta" e "20 anni", "Sushi e cocaina", che dipinge una Milano veloce, bella e sintetica. Tante le collaborazioni celebri, con Neffa, Fabri Fibra, Guè Pequeno e Tiziano Ferro, chiamato da Marracash perchè "solo lui avrebbe potuto produrre un simile ritornello per questa rap ballad, dati i suoi trascorsi rap".