Roma (TMNews) - Dal simbolismo al futurismo, dal periodo metafisico alle grande pittura murale: ripercorre tutta l'opera di Mario Sironi la mostra che il Complesso del Vittoriano a Roma ospita fino all'8 febbraio. Attraverso le sue opere si ricostruiscono tutte le stagioni che il Maestro attraversò nel corso del Novecento, dai primi quadri adolescenziali, fino alle "Apocalissi", che dipinse pochi mesi prima di morire, nel 1961.Sono novanta i dipinti in mostra, ma sono esposti anche bozzetti, riviste, illustrazioni: tra i primi quadri quelli che ritraggono la sua famiglia, nei primi del '900; risalgono alla seconda metà degli anni Dieci invece "Arlecchino", "Il camion", "Il ciclista", e sono degli anni Venti le illustrazioni per giornali come "La tribuna". Una stanza della mostra è dedicata alla collaborazioni tra Sironi e la Fiat, che iniziò nel 1930 e terminò nel '55 con l'ultima pubblicità della Fiat '600. La curatrice della mostra Elena Pontiggia, ha spiegato:"Sironi ha partecipato a tutti i principali movimenti del secolo: è stato un artista difficile da inquadrare, perché ha una forte tensione classica, è stato uno dei protagonisti del ritorno all'ordine, in Italia, ma al tempo stesso ha sempre avuto una spinta espressionista.Ed è quindi artista classico e tragico al tempo stesso".Le sue opere più conosciute sono quelle degli anni Trenta, quando iniziò a tralasciare i quadri per dedicarsi alla grande pittura murale, con opere monumentali come "L'Impero", "Lo studente", "Il lavoratore"."Per Sironi l'affresco era il punto più alto dell'arte, ha una dimensione di monumentalità che a Sironi stava molto a cuore, perché attraverso il 'far grande', diceva, non si possono esprimere sentimenti piccoli, minuti, intimisti, legati solo all'Io dell'artista. La pittura murale non è destinata alla vendita, alle esposizioni in mostra, non è destinata al mercato, al ricco collezionista, ma si incontra per le strade: è un'arte per il popolo".