Roma (TMNews) - Dopo essere stato accolto con applausi e risate alla Mostra di Venezia, il film di Franco Maresco "Belluscone, una storia siciliana" arriva nei cinema il 4 settembre. Il regista inventore di "Cinico tv", che era partito dall'idea di ricostruire i legami tra Silvio Berlusconi, la Sicilia e la mafia, attraverso Marcello Dell'Utri, porta in realtà sullo schermo un dolente viaggio nella periferia di Palermo, tutt'oggi impastata di mentalità mafiosa.Il critico Tatti Sanguinetti arriva a Palermo sulle tracce di Maresco e fa riemergere tutto il materiale girato dal regista siciliano, dall'intervista al pentito Gaspare Mutolo sui legami tra Berlusconi e Stefano Bontade, agli incontri con l'impresario dello spettacolo in odore di mafia Ciccio Mira, tra Brancaccio e le piazze di Palermo, dove si esibiscono cantanti neomelodici che inneggiano a Berlusconi e salutano i detenuti di mafia tra le grida di giubilo dei cittadini.Con stile ironico, dissacrante e provocatorio, il film porta sullo schermo concittadini di Maresco che definiscono Berlusconi "Il Garibaldi d'Italia", che dicono "la mafia dava lavoro", che esultano quando il neomelodico napoletano canta in piazza "Vorrei conoscere Berlusconi". Quella Palermo, nel racconto di Maresco, vede ancora Berlusconi come il salvatore possibile e dice, convintamente, "la mafia è meglio dello stato". Lasciando nel regista e nello spettatore un senso di impotenza e di ineluttabilità.