Milano (TMNews) - I suoi edifici dipinti hanno la forza di estraniare e creare una diversa geografia urbana. Marco Petrus, pittore nato a Rimini, ma milanese d'adozione, da anni documenta un panorama che è sì architettonico, ma anche immaginifico. "Ho sempre considerato la città - ci ha detto - come un grande aula d'accademia dove gli edifici sono i modelli, come i modelli classici da cui prendere ispirazione. Da qui parte il mio lavoro di pittura, ricercando nell'architettura dei valori cromatici e compositivi, dei rapporti volumetrici e chiaroscurali".Ora il luogo per eccellenza dell'architettura milanese lo celebra con la mostra "Atlas", nella quale accanto agli edifici di Milano - tra i quali spicca il dialogo super contemporaneo tra il nuovo palazzo della Regione e la torre Unicredit, i due simboli del nuovo skyline meneghino - si riconoscono anche percorsi, come avrebbe detto il fotografo Gabriele Basilico, che conducono "nelle altre città". "La ricerca - ha aggiunto Petrus - non è tanto quella di rappresentare l'identità di una città, quanto di costruire un linguaggio, una poetica molto personale".Una poetica che passa anche attraverso la severa costruzione di una struttura, destinata a diventare anche muta emozione, ma che vive di elementi costruttivi imprevedibili, come per esempio i cieli. "Per me il cielo nel dipinto - ha concluso l'artista - non è altro che un tassello di colore e quindi concorre alla composizione del quadro".Quadri che in Tiennale si potranno incontrare fino al 2 giugno prossimo.