Reggio Emilia (askanews) - Due mostre apparentemente molto diverse, ma collegate da un sottile filo rosso, per proseguire l'indagine sul contemporaneo. La Collezione Maramotti di Reggio Emilia, uno dei luoghi più interessanti della scena italiana, presenta due esposizioni: "Time Flies" del fotografo Finlandese Esko Mannikko, e "La Caduta" di Enrico David.Marina Dacci, direttrice del museo, inquadra così il lavoro di Mannikko, autore di immagini evocative, sospese, venate di forti suggestioni metafisiche, che ben si inseriscono nella vocazione, prevalentemente votata alla pittura, della Collezione."E' un progetto - ci ha spiegato - molto interessante perché recupera a pieno titolo un rapporto fortissimo con la dimensione pittorica, pur essendo un fotografo".Nelle inquadrature senza tempo di Mannikko si percepisce il senso di un mondo, quello del Grande Nord, ma anche di uno sguardo che in certi ritratti evoca il lavoro di una leggenda come Walker Evans. In una sensazione di cortocircuito tra le discipline e il tempo che si amplifica ulteriormente nella sala dedicata al lavoro di David, dove ogni opera presente dialoga con le altre in maniera diretta, in un'ottica che, la direttrice riassume così: "Sperimentazione di transito fra vari generi, che sono il disegno, la scultura, la pittura, trasformando la pittura in scultura, trasformando la scultura in approccio pittorico, proprio perché oggi non ha più senso parlare di categorie specifiche rispetto al medium".Nelle strutture sospese di David si sente la declinazione del concetto di frammentarietà, e, al tempo stesso, ci si confronta con quella discontinuità che è cifra non solo dell'arte, ma anche del mondo.