Bamako, Mali (askanews) - Lo scenario può essere diverso, ma il calvario resta comunque identico. A una sessantina di chilometri da Bamako, capitale del Mali, il villaggio di Kodjan sta dissanguando le energie dei suoi giovani. In cerca di un futuro migliore, o solo possibile, partono verso l'Europa."Dopo la stagione delle piogge, sono obbligati ad andarsene, spiega un contadino di Kodjan , a tentare la fortuna altrove perché non ci sono risorse e l'acqua non cade più come una volta. I giovani sono condannati all'esodo rurale".In ogni famiglia si contano almeno tre giovani che hanno tentato la sorte dell'emigrazione. Per finanziare il viaggio del fratello, i parenti di Chaka hanno venduto il loro unico bue nella speranza che potesse raggiungere la terra promessa oltre il Mediterraneo."Mio fratello ha trascorso due anni sul cammino. Grazie a Dio, ha potuto raggiungere la Spagna. Ci ha aiutato a sopravvivere perché non avevamo più nulla da mangiare. E quando nostro padre si è ammalato, è riuscito a sopravvivere solo grazie al denaro che ci mandava".Ma altri hanno conosciuto un destino tragico. Come Djeneba che nelle sue trasmissioni radio allerta gli ascoltatori sui gravi pericoli dell'immigrazione clandestine. Spesso invano. "Molti giovani di qui sono morti sulla strada. Un mio fratello è annegato tra il Marocco e la Spagna. Ma altri miei fratelli sono partiti lo stesso.Come Haruna, da poco rientrato dalla Libia. Coltiva i campi, pensando solo a ripartire. Rincorrendo un miraggio sempre più pericoloso e difficile. In attesa che qualcuno o qualcosa decida d'intervenire a Kodjan, a Bamako, in Mali e in tutta l'Africa per offrire sul posto la possibilità di una vita diversa. O solo possibile.(Immagini Afp)