Milano (Askanews) - Si parla sempre dei beni culturali da tutelare in Italia, ma poi, spesso accade che le persone che realmente se ne vogliono prendere cura debbano fare i conti con moltissime difficoltà. Sono proprio queste persone, queste associazioni, che il giornalista Luca Nannipieri considera "L'Italia da salvare", e a cui ha dedicato un saggio pubblicato da San Paolo."Alberto Sordi in un famoso film - ci ha detto Nannipieri - diceva: non si può stare soltanto a guardare. Ecco, ci sono migliaia di italiani nel Paese che stanno dando un futuro, un futuro incredibile non solo ai piccoli monumenti, ma anche al patrimonio storico artistico che il mondo ci invidia".La fraternità che si struttura intorno ai singoli siti è, secondo Nannipieri, la vera opportunità da sfruttare, ma la politica per ora resta fedda."L'Italia, la politica, finora non sta per nulla ascoltando queste libere insorgenze di persone, si sono succeduti i governi più disparati, ignorando queste libere associazioni".Il giornalista auspica un cambio dell'atteggiamento politico e sottolinea anche dei casi specifici, come quello del sito archeologico molisano di Altilia Sepino, dove c'è una forte mobilitazione di professionisti per tutelare e rilanciare, anche dal punto di vista economico, la località."Lo chiedono a istituzioni territoriali, ma rispondono: aspettate, non siamo abituati. Lo chiedono alle regioni e dicono: non abbiamo tempo per voi. Lo chiedono al ministero e non ottengono risposta".Il tentativo di Nannipieri e del suo forse scomodo libro, dunque, è quello di smuovere le acque, ricordando a tutti che in fondo la cultura siamo noi.