Milano (TMNews) - Un paesaggio scabro, un'isola dalla quale sembra impossibile andarsene, due fratelli in cerca di una possibilità, nonostante un padre ingombrante. Sono questi gli argomenti trattati dal romanzo d'esordio di Luca Giordano, scrittore torinese classe 1985, "Qui non crescono i fiori", edito da Isbn. Lo abbiamo incontrato a Mantova."La secchezza, l'aridità dell'ambientazione di quest'isola piccolissima e arida - ci ha detto - sono le caratteristiche che volevo usare anche nel linguaggio".Una lingua asciutta, dunque, dura a tratti, per trovare un modo di dare un nome alla violenza, da sempre uno degli arcani della letteratura."Secondo me la violenza - ha aggiunto Giordano - c'è in ogni storia, sia che sia una storia d'amore, o anche una storia divertente. Ci deve sempre essere un elemento di violenza, che può essere fisica, ma anche psicologica".La speranza, nel romanzo di Luca Giordano, non è molta, e la sua scrittura rispecchia anche una visione drammatica dello stato dell'Italia come Paese. Ma non tutto è cupo, nella visione dello scrittore, e i romanzi hanno un ruolo in questo."La letteratura - ha concluso - probabilmente non ci salva, ma ci aiuta forse a capire come potremmo salvarci".