Roma, (askanews) - Louis Prima, cantante e trombettista jazz nato a New Orleans da genitori di origini siciliane, veniva preso per nero dalla stessa comunità afroamericana: ad Harlem - racconta il musicologo Stefano Zenni, autore di "Che razza di musica" (Edt) - il cantante di "Sing, sing, sing" (da lui scritta), "Just a Gigolo", "Buona Sera" o "Angelina", il pubblico era convinto che Louis fosse nero.

"Louis Prima ad esempio un trombettista e cantante di New Orleans di origine italiana, che più che farsi passare per nero, veniva preso per nero. Quando Louis Prima si sposta a New York e fa le sue imitazioni di Louis Armstrong, il pubblico di afroamericani che lo vede all'Apollo Theatre ad Harlem, nel cuore del quartiere afroamericano, lo prende per uno di loro, crede che Louis sia nero, perché ha un certo modo di cantare a atteggiarsi che riconoscono come proprio. Questa è la dimostrazione che le identità cambiano, sono come dei vestiti che possiamo cambiare continuamente o che qualcuno ci attribuisce", ha spiegato Zenni, a margine della presentazione del suo ultimo libro alla Feltrinelli di Perugia durante l'Umbria Jazz Festival 2016.