Roma, (TMNews) - Alexander Lonquich, pianista e direttore d'orchestra, inaugura quest'anno la stagione dell'Istituzione Universitaria dei Concerti della Sapienza di Roma con un grande concerto dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia sulle note di di Haydn e Mozart. Ecco come il maestro tedesco, che vive in Italia, ha spiegato a TMNews cosa lo appassiona del nostro Paese e cosa pensa che si potrebbe fare per aiutare la musica classica. "E' dall'82 che sono stabilmente in Italia - ha spiegato Lonquich - io penso che una delle prime cose sia stata veramente una questione climatica, e la bellezza dell'architettura e dei luoghi dove sono vissuto: Firenze, Roma, negli anni '80 vivevo al mare, in Liguria. Ora non mi verrebbe più voglia di tornare indietro. Poi l'Italia è piena dei problemi che sappiamo tutti, che si vivono quotidianamente e io auspico che l' Italia trovi sempre più soluzioni pragmatiche per vivere meglio". Secondo il grande pianista tedesco, "in questo momento questo paese pullula di talenti enormi: io vedo intorno a me persone di grandissimo valore e, istituzionalmente, ho la sensazione che non vengano abbastanza valorizzate. E' la famosa fuga dei cervelli, cosiddetta: se penso ad esempio ai pianisti, molte persone non trovando un luogo dove insegnare bene, a un certo punto finisce che vanno all'estero. C'è il compito di far sì che tutte queste persone vengano valorizzate, forse anche chiamando più stranieri a insegnare qui: ci vuole più uno scambio, secondo me". "In generale - ha concluso Lonquich - secondo me bisognerebbe fare un insegnamento più integrale in cui, ad esempio, sia importante anche l'improvvisazione, in cui si impari a maneggiare stili diversi da subito: che un violinista possa avere in mano un arco barocco, per esempio. Io farei fare a tutti i musicisti un'esperienza teatrale, corsi di teatro, ma questa è una cosa che dico da 20-30 anni e non interessa molto il mainstream".