Roma, (TMNews) - Un concerto dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Alexander Lonquich nella duplice veste di pianista e direttore d'orchestra. Così la Iuc - Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma - festeggia i suoi 70 anni e inaugura la stagione 2014-2015 sulle note del Concerto in re maggiore e della Sinfonia n. 83 in sol minore "La Poule"di Haydn, e del Concerto in do maggiore K 503 di Mozart.Ecco come il maestro tedesco ha spiegato a TMNews la scelta dei due grandi musicisti austriaci, e com'è l'esperienza di dirigere e suonare insieme, proprio come si faceva nel '700:"Mozart è un autore che trova immediatamente la perfezione: umorismo e bellezza, dramma, tutto questo in Mozart è unito in modo misterioso, è la quadratura del cerchio - ha spiegato Lonquich - Haydn invece è molto più sperimentale di Mozart, e infatti ha creato molte forme che Mozart dopo ha usato con disinvoltura, come il quartetto ma anche la sinfonia. In Haydn c'è un aspetto di ricerca continua. Anche lui ha un grande umorismo, ma anche aspetti sottovalutati di malinconia e di contemplazione: lo dico anche pensando al secondo tempo della sinfonia che eseguiamo in questo concerto, 'La Poule'. Haydn in qualche modo rispetto a Mozart è ancora un po' il grande sconosciuto".Suonare e dirigere insieme "è una cosa che è nata piuttosto naturalmente: lo faccio ormai da almeno 15 anni perché ho sentito il bisogno di ricreare quella situazione settecentesca del solista che è ancora dentro l'orchestra, non è contrapposto al direttore, un solista che è come un primus inter pares: in qualche modo c'è un grande elemento di musica da camera nell'opera di Mozart e ancora fino a Beethoven". "Questo con un'orchestra sensibile, abituata a questo tipo di discorso, ricrea un modo di suonare cameristico, che si verifica poi tantissimo quando si fanno delle tournée, perché allora non c'è una serata uguale all'altra. Mentre con un direttore si deve stabilire una versione, e questa più o meno è quella che va".