Roma, (askanews) - Il maestro di flauto bansuri Hariprasad Chaurasia ha regalato un interludio musicale a chi il 21 giugno è venuto ai giardini pensili dell'Auditorium Parco della Musica a Roma per celebrare la seconda edizione della Giornata internazionale dello Yoga.

A seguire due ore di pratica con i migliori insegnanti delle scuole di yoga della Capitale. Con quale spirito si è celebrato questo evento internazionale tanto voluto da Nuova Delhi?

Porzia Maria Favale, responsabile regionale della Federazione italiana yoga:

"E' uno spirito di unione, la cosa più bella che ha trasmesso lo yoga è la condivisione: condividere, quindi trasformarsi da più persone in un'unica persona, siamo tutti uno".

L'insegnante di yoga Iyengar Sandra Bertana:

"Lo spirito sicuramente di unione con tutto il resto del mondo come è la base dello yoga. Il fatto che in tutto il mondo in tantissime città si manifesti questa giornata deve portarci in un momento di guerre e di grandi contrasti invece a un filo di unione con tutti quanti.

"E' chiaro che non bisogna vedere l'esercizio fisico come una ginnastica, ma come motivo di concentrazione e ascolto, come ascoltiamo il nostro corpo, poi ascolteremo il mondo e gli altri", aggiunge Bertana.

E se tutti nel mondo praticassero lo yoga?

"La popolazione trarrebbe un grande beneficio: la consapevolezza e il lavoro su se stessi, unirci noi e creare questa unione vuol dire fare un piccolo passo per la pace, ciascuno lavorare su se stesso", conclude Favale.