Roma, (askanews) - "Penso che dovremo leggere i giornali il 26 aprile per capire cosa è successo il 25 aprile. Ormai da anni la celebrazione registra solo gli scontri fra alcuni gruppi di partigiani dell'Associazione nazionale partigiani e gruppi di neofascisti che contestano la celebrazione; ma non abbiamo più, come è accaduto per decenni dopo il 1945, intere pagine dei giornali dedicate alle celebrazioni". Così lo storico Emilio Gentile intervistato negli studi di Askanews sulla festa della Liberazione.

"Il 25 aprile, come gran parte delle feste istituzionali della Repubblica, si sono dissolte nella cronaca, e finiscono addirittura nelle notizie in cronaca" spiega Gentile. "Vuol dire che il 25 aprile ha perso la sua carica emotiva, se non per quei pochi gruppi che ravvivano occasionalmente questa polemica. Avrebbe dovuto essere una data fondamentale perché segna la liberazione del paese dalla dittatura fascista e dall'occupazione nazista, la fine della seconda guerra mondiale, e la premessa di quella che sarà dal 1946 la Repubblica italiana. E invece come tutte le solennità civili di questo paese - il 2 giugno, il 4 novembre, il 17 marzo, data dell'Unità d'Italia - anche il 25 aprile sembra si sia dissolto in un oblio collettivo".