Milano (askanews) - Il punto di partenza sono alcune opere d'arte moderna e contemporanea della collezione Unicredit, ma la mostra "Onde Pixel - Lo Sguardo di...Miguel Chevalier" all'Unicredit Pavilion va molto oltre la semplice esposizione. Al fianco di acquarelli, dipinti ad olio, fotografie, litografie e perfino arazzi di autori come Mario Schifano e Mimmo Jodice, l'artista francese, pioniere dell'uso del computer come mezzo di espressione artistica, propone infatti le sue personali interpretazioni delle stesse opere.

"Come gli artisti della Pop art, ad esempio Roy Lichtenstein, si interessavano all'ingrandimento della trama offset, io qui mi interesso al pixel e lo rivendico come scruttura specifica. Il digitale è un mezzo espressivo a pieno titolo, sono quasi 35 anni che mi batto perché venga riconosciuto come tale, come arte, cioè opera che sappia dare emozioni, ma con gli stumenti della nostra epoca. Ci vorrà tempo perché la gente lo accetti, ma sono fiducioso, la società sta andando in questa direzione e credo che gli artisti diventino tali proprio quando sono in relazione con il loro mondo".

Il percorso prosegue poi con una caleidoscopica installazione fatta di luci, forme e musiche composte da Jacopo Baboni Schilingi, che permette al pubblico di immergersi completamente nell'opera e di modificarla con la propria presenza.

Serena Massimi, responsabile di Unicredit Pavilion, eventi e arte: "Lo spettatore ha la possibilità entrando dentro l'opera di cambiarla e di modificarla. E' un'opera appunto immersiva e quindi ancora una volta rinnoviamo l'impegno del Pavilon a parlare d'arte e a porre l'accento sul ruolo che quell'arte può avere nella vita di tutti noi e nella vita del pubblico".

La mostra, che richiama l'installazione con la quale il Pavilion è stato inaugurato un anno fa, resterà aperta fino al 28 agosto ed è a ingresso libero.