Roma, (askanews) - A scoprirla in un certo senso è stato Marco Bellocchio, che l'ha voluta prima a teatro nel suo "Zio Vanja", poi come protagonista di "Sangue del mio Sangue", uno dei tre italiani in concorso alla Mostra del cinema di Venezia.Lidiya Liberman, giovane attrice ucraina 29enne, sposata e con una figlia, ora è bionda e molto diversa da come appare nel film, in cui interpreta suor Benedetta, condannata a essere murata viva nelle antiche prigioni di Bobbio, in una storia ambientata nel '600 e ai giorni nostri. A Venezia era stata già tre anni fa con il corto "Cargo" di Carlo Sironi, ora ci torna da protagonista in concorso."Sono molto contenta per il film, per Marco Bellocchio che è un regista che amo e stimo enormemente".Sul suo personaggio racconta:"E' una donna straordinaria, che ha una grandissima forza d'animo, una grande libertà interiore che alla fine l'aiuta a sopravvivere in condizioni invivibili, ma anche a conservarsi integra, a non spezzarsi".Ha qualcosa in comune con te?"Siamo due donne che vogliamo amare ed essere amate. Le ho voluto molto bene".Lidiya ha iniziato in patria a 16 anni con la serie tv "Domani sarà domani". A 21 è arrivata in Italia per studiare al Centro sperimentale di cinematografia e nel 2009 Bellocchio l'ha chiamata dopo averla vista al Fiction Fest.Si intuisce la sua ammirazione per il regista."Lui sente profondamente l'attore, riesce a capire il tuo stato interiore, fisico, emotivo, psichico, lo percepisce e lo tratta con grande rispetto".Tra poco la vedremo nel thriller psicologico "Respiri" di Alfredo Fiorillo con Alessio Boni, intanto "Sangue del mio Sangue" esce nelle sale dal 9 settembre e dopo Venezia andrà anche al Toronto International Film Festival.