Milano (askanews) - Guerra, arte, religione, giornalismo e visioni. I libri pubblicati nel 2015 sono, come ogni anno, un inestricabile labirinto, dal quale non è possibile uscire, ma nel cui interno si possono scegliere dei percorsi, naturalmente parziali. Per una possibile classifica delle uscite vorremmo partire da Enrique Vila-Matas, scrittore sempre più cruciale, che ha raccontato il mondo dell'arte contemporanea con il romanzo "Kassel non invita alla logica", edito in Italia da Feltrinelli. Racconto letterario di una esperienza reale a Documenta 13, appuntamento quinquennale per fare il punto sullo stato dell'arte di oggi, il libro di Vila-Matas diventa una sorta di magistrale performance nella performance che offre una possibile, e anche qui decisamente mutevole, risposta alle domande sul contemporaneo. "In un solo giorno - ci ha raccontato lo scrittore catalano - possiamo ammirare un'opera d'arte la mattina e poi rivederla la sera e pensare che è molto diversa da quello che ci era sembrato la mattina".La diversità e la cronaca sono al centro anche di due inchieste giornalistiche che diventano vera e propria letteratura. L'americano Lawrence Wright ha indagato sulla chiesa di Scientology nel saggio "La prigione della fede", edito da Adelphi, mentre l'olandese Frank Westerman è andato a scavare in profondità nel caso di una misteriosa ecatombe nel Camerun del 1986: il risultato è "L'enigma del lago rosso", uscito per Iperborea.Venendo alla fiction, ma con forte ancoraggio alla storia degli ultimi anni, il libro di debutto dell'ex Marine Phil Klay che con i racconti di "Fine Missione", pubblicato da Einaudi, ha dato una voce nuova e indimenticabile ai militari statunitensi impegnati nel conflitto in Iraq. Senza giudicare, ma arrivando direttamente agli abissi del cuore umano.Un territorio simile, seppur storicamente lontanissimo, a quello dove si è addentrato Emmanuel Carrère con "Il Regno" (Adelphi), che ha raccontato una propria crisi religiosa per arrivare alle vicende dei primi cristiani, Paolo su tutti. "E' stato un progetto ambizioso - ci ha detto Carrère - ma è nato come progetto puramente narrativo. Ho iniziato leggendo e rileggendo gli Atti degli apostoli e le Lettere di San Paolo, che sono i documenti fondamentali per questo tipo di lavoro. E non c'era un progetto teologico, l'ho concepito in un senso solo narrativo e drammatico".Tra i primi libri di Carrère si ricorda la biografia di Philip K. Dick, il maestro definitivo della fantascienza (e non solo) di cui Fanucci pubblica finalmente in Italia il monumentale e delirante diario di una illuminazione: "L'Esegesi". Un'opera incontenibile che Dick ha scritto per otto anni, tra genio assoluto e totale paranoia.Cambiando completamente scenario, ed entrando nel ricchissimo mondo della letteratura illustrata, Richard McGuire firma un libro che riesce a raccontare, senza mai spostare l'inquadratura delle tavole dallo stesso luogo, una storia del mondo da tre miliardi di anni fa ai prossimi secoli. "Qui" (Rizzoli Lizard) è un'esperienza di lettura e di sguardo che ci parla del senso del tempo e della nostra vita. E McGuire è anche uno dei protagonisti di quella sorta di catalogo della cross-disciplinarietà che Gianluigi Ricuperati ha raccolto nel volume "100 Global Minds": una collezione di ritratti, da Joan Didion a Philippe Parreno, da Roberto Calasso a Jeff Wall. "Io volevo dare una specie di ritratto policromo e polimorfo della bio diversità intellettuale del nostro tempo - ha chiosato Ricuperati - che a mio parere coinciderà con la vita intellettuale del futuro".Una vita che, come sempre, i libri migliori hanno la forza di anticipare.