Mantova (TMNews) - Le parole sono ovunque in questi giorni a Mantova, sui muri, sugli scaffali, sui monitor dei computer e dei tablet, a volte capita persino di incontrarle dimenticate, almeno in apparenza, in angoli imprevedibili della città. È il fascino di Festivaletteratura, l'evento culturale giunto al 18esimo anno d'età, e che ad ogni fine estate riporta migliaia di persone nella città ducale. Un evento che unisce i lettori, o gli aspiranti tali, e autori che vengono da tutto il mondo, in un efficace, seppur inconsueto, momento di coesistenza tra la cultura e il grande pubblico. E le sensazioni di un giovane autore come Luca Giordano sono decisamente positive.C'è sicuramente la possibilità - ci ha detto - di confrontarsi con altri scrittori e soprattutto con dei lettori appassionati che vengono qua per ascoltare e confrontarsi con gli scrittori e tra di loro .Mentre quindi gli eventi del Festival raggiungono quasi sempre il tutto esaurito, però, in città si registrano anche segnali che inducono meno all'ottimismo, come la scomparsa di una libreria del centro e della sua insegna un po' retro che dava fascino ai portici di Piazza delle Erbe. E i librai indipendenti, sempre più rari, si battono per resistere alla crisi con passione e coraggio. Come racconta Marina Di Pellegrini titolare della prima libreria di Mantova, ora rimasta l ultima indipendente in città.Essere diversi - ci ha raccontato la signora - oggi è difficile. Anche se noi crediamo molto nella diversità, perché la diversità significa libertà. Quello che fa andare avanti un libraio indipendente oggi è la grande passione, anche perché il nostro è un mestiere in via di estinzione .La speranza è che questo diluvio di parole e di emozioni che ha travolto Mantova possa diventare un movimento più articolato e duraturo in grado di dare una scossa culturale a ciascuno di noi e, per osmosi, a tutto il Paese.