Milano (askanews) - La domanda "a cosa serve la letteratura" è fondamentalmente inutile, se non del tutto sbagliata. Nei buoni libri, però, si possono trovare delle risposte che, queste sì, hanno valore. Nel caso di Letizia Muratori, una voce sempre più importante e particolare nel panorama italiano, queste risposte riguardano la capacità, che attraversa l'intera sua opera, di restituire quel senso di straniamento che permea, a ben guardare, quasi ogni momento della nostra esperienza di confronto con gli altri e il mondo."Più è domestico l'ambiente - ci ha detto la scrittrice romana - più è familiare e conosciuto, più è una sedimentazione continua di sguardi, tutti gli angoli sono esplorati, visti, esperiti con stati d'animo diversi, più invece c'è qualcosa di misterioso che io non so, e che mi guida e che continuo ad esplorare, e che è il motore di quasi tutti i miei racconti, ed è qualcosa che io ho trovato naturalmente nella mia scrittura, non l'ho premeditato".Il senso intrigante di "sentirsi estranei anche in casa propria", si manifesta anche nell'ultimo romanzo della Muratori, pubblicato da Adelphi e significativamente intitolato "Animali domestici". Un libro che conferma le suggestioni tipiche della poetica della scrittice, con un'incursione, nella seconda parte, anche nella riflessione su come si passa da una storia "reale" alla sua trasposizione sulla pagina letteraria. "Analizzare questo livello - ha aggiunto Letizia Muratori - che riguarda il 'voglio entrare' e manipolare e farlo vedere, secondo me aveva anche un senso dal punto di vista di quello che è oggi lo stato dei rapporti tra chi legge e chi scrive".Nel romanzo si trovano ancora memorabili figure femminili, come quella di Chiara, la disordinata ispiratrice delle storie legate agli animali, ma su tutte spicca quella del personaggio che nel libro dice "io". "Io - ha concluso la scrittrice - non ho mai sentito nessuna differenza tra me e la voce narrante". Una fusione, necessariamente parziale e mediata, tra vita e letteratura che rende, è il caso di dire, ancora più strano il talento di Letizia Muratori.