Milano (askanews) - C'è un Uomo Vitruviano ad accogliere i visitatori della sede di piazza Sant'Alessandro a Milano di Banca Generali Private Banking. Le fattezze sono quelle ben note immaginate da Leonardo Da Vinci, ma l'esecuzione è dello street artist indonesiano Farhan Siki che qui presenta la sua mostra "Trace", con molte tele ispirate all'iconografia dell'arte occidentale, ma anche a una corrosiva analisi del consumo di massa. Come dimostra anche il collage che Siki ha preparato con gli stickers di alcuni celebri loghi commerciali e che poi ha incollato sul pavimento degli uffici della banca milanese."Quello che voglio fare - ci ha spiegato - è creare arte sfruttando il consumismo globale, contrapponendo il passato e il presente, l'industrializzazione e il consumo. Questi prodotti, ti dicono, li devi comprare per la tua vita".Una vita che, nelle tele in mostra, passa attraverso gli scambi ironici e gli omaggi ai grandi del passato, il ragionamento visivo sul potere della scrittura e la rilettura in chiave stencil di un dipinto come "Les damoiselles d'Avignon" di Picasso che il colore di Farhan Siki rende nuovo e nuovamente indimenticabile. "Lavorare sulle tele - ha aggiunto l'artista - è facile, perché sono solo con i miei pensieri, non c'è pubblico intorno. Quando lavoro in strada è molto diverso, ci sono curiosi, gente che mi parla e in qualche modo entra proprio nel processo creativo".E il piccolo cortocircuito che si crea tra questi dipinti animati da una pungente vena critica e gli spazi bancari che li ospitano, peraltro con dichiarato orgoglio, appare come una delle intriganti manifestazioni del senso del presente estremo dell'arte: sempre in movimento e mai rassicurante. Un buon viatico per "Trace", che resterà aperta al pubblico a Milano fino al 30 settembre.