Milano (askanews) - Fare tornare a vivere un pezzo di storia del nostro Paese. E' questo il senso del progetto Restituzioni del gruppo Intesa Sanpaolo che regolarmente investe per il restauro e il recupero di opere d'arte sparse su tutto il territorio nazionale. E ora alle Gallerie d'Italia di Piazza Scala a Milano va in scena la 17esima mostra di questi lavori, significativamente intitolata "La bellezza ritrovata". Michele Coppola, direttore dei Beni culturali del gruppo bancario, non nasconde il proprio orgoglio:"Io credo - ci ha detto - che la cosa più importante da raccontare di Restituzioni, ovviamente insieme alle 145 storie di questi singoli capolavori che sono esposti, sia il significato, grazie al quale il valore, grazie al quale l'impegno, grazie al quale un soggetto privato decide con dedizione da 27 anni di occuparsi e di intervenire a sostegno e salvaguardia del patrimonio del Paese più bello del mondo".In mostra, dopo il lavoro di 62 laboratori di restauro, affiancato da quello di 60 storici dell'arte, una serie di opere nelle quali spiccano il "Ritratto di cavaliere di Malta" del Caravaggio, oppure il poderoso "Cristo risorto" di Rubens, di cui ora si può apprezzare appieno il contrasto tra i rossi e i bianchi. Ma anche il Carlo Carrà metafisico di un ipnotico "Madre e figlio" del 1917."Un soggetto privato come una banca - ha aggiunto Coppola citando il professor Bazoli - non può non riconoscere l'importanza di dedicarsi alla crescita economica di una comunità nella quale interviene e fa business, ma ha capito dai tempi dell'umanesimo a oggi, anche l'importanza di dedicarsi alla crescita civile e culturale di quella comunità. E gli stessi risultati della banca non ne risentiranno".Simbolo forse di tutta la mostra, e di come sia necessario dare prova del fatto che salvaguardare la cultura è possibile e porta a un arricchimento collettivo, è la storia del Cavaliere Marafioti, una scultura realizzata 2400 anni fa, ritrovata nel 1910, restaurata per 15 anni poichè era distrutta in oltre 180 pezzi. E che ora torna a correre nel salone principale del museo milanese di Intesa Sanpaolo, dove potrà essere ammirata dal pubblico, insieme a tutta la collezione, fino al 17 luglio.