Roma, (askanews) - Tre simboli del patrimonio culturale mondiale distrutti dall'Isis in Siria e Iraq e ricostruiti in Italia con tecniche innovative, usando stampanti 3D e riprodotte in scala 1:1. Saranno esposte a Roma, al Colosseo, dal 7 ottobre all'11 dicembre, nella mostra "Rinascere dalle distruzioni - Ebla, Nimrud, Palmira". Un'iniziativa presentata e promossa dall'Associazione Incontro di Civiltà, guidata da Francesco Rutelli, realizzata con il Comitato Scientifico presieduto dall'archeologo Paolo Matthiae e sostenuta dalla Fondazione Terzo Pilastro Italia e Mediterraneo presieduta da Emmanuele Emanuele.

Ci sono voluti due anni per ricostruire il soffitto del tempio di Bel a Palmira, il toro androcefalo che decorava uno dei portali del palazzo maggiore di Nimrud e la sala dell'archivio di stato di Ebla. Ed è la prima volta che si fa un lavoro di questo tipo grazie a tre aziende italiane, che hanno usato modernissime tecnologie; un lavoro che apre la strada alle prospettive di ricostruzione nelle città e nei siti distrutti dai jihadisti, con una collaborazione internazionale.

Francesco Rutelli: "La cultura deve sopravvivere e noi vogliamo essere tra i costruttori e i ricostruttori che non accettano la vittoria dei distruttori sulla cultura che appartiene all'umanità intera oltre che ai popoli che ne vengono privati da violenza e terrorismo".

L'Italia è in prima linea nel non voler accettare distruzioni che feriscono l'intera umanità ha detto Rutelli. "Non ci vogliamo rassegnare all'idea che questi capolavori siano perduti per sempre ed ecco che tecnici italiani studiosi e la volontà che abbiamo messo per due anni per ricostruire ciò che sembrava perso per sempre siano lo stimolo per la comunità internazionale perché domani queste opere vengano ricostruite in modo scientifico e ineccepibile e tornino a essere luoghi di conoscenza, cultura e libertà e non di barbarie".

Accogliere le tre opere al Colosseo, nel secondo anello del monumento più visitato d'Italia, ha un valore in più. Francesco Prosperetti, soprintendente speciale per il Colosseo, il Museo nazionale romano e l'area archeologica di Roma. "Il Colosseo è e rimane una meraviglia del mondo e accogliere dentro una testimonianza che le meraviglie del mondo devono continuare a vivere al di là della loro fisica distruzione è il messaggio forte che viene da questa mostra".