Roma, (askanews) - La salita verso la Piramide 38° Parallelo di Mauro Staccioli sembra un girone infernale: ovunque ulivi e cactus bruciati, terra riarsa, un odore acre che cresce con i passi, una desolazione immensa al posto della natura rigogliosa di maggio. Una ferita enorme dalla quale neanche l'arte è riuscita a difendersi, come nel caso dell'annuale rito della luce.

Anche quest'anno il rito a Castel di Tusa, in provincia di Messina, ha portato alla Piramide migliaia di persone riunite in una veglia silenziosa per la montagna distrutta dagli incendi. Centinaia di artisti vestiti di bianco, i bambini del Coro delle Madonie, il coro dei giovani sordomuti delle Mani Bianche; ma anche giocolieri, attori, poeti e narratori, musicisti e danzatori, venuti a offrire la propria arte in omaggio alla terra.

La Piramide, opera della "Fiumara d'arte" - il più grande museo all'aperto d'Europa, accoglie i visitatori nel suo ventre illuminato da candele.

La Fondazione Fiumara d'arte si impegna a piantare insieme ai bambini delle scuole del territorio, cento alberi per consegnare loro il valore dell'impegno e soprattutto la potenza della trasformazione che passa sempre dalla consapevolezza.